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 12-Novembre-12

Legge contro l'omofobia, una questione di civiltà


L’assessore Anna Tempestini interviene in merito alla recente bocciatura in Commissione Giustizia alla Camera del testo di legge contro l’omofobia in discussione ormai da alcuni anni e presentato da PD e IdV.

“Come assessore delle Pari opportunità e come cittadina esprimo la mia profonda amarezza e disappunto per l’ennesima bocciatura in commissione Giustizia della Camera della proposta di legge contro l`omofobia e la transfobia. Una norma di respiro europeo che si inserisce nel contesto di una legislazione specifica contro l’omofobia, presente già in tutti i paesi dell’Unione, meno che in Italia e in Grecia.

Niente di sovversivo o “scandaloso” dunque, ma una legge di civiltà che appartiene a tutta la collettività, come ha ripetuto più volte il presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Nonostante questo, e nonostante la correttezza formale e legislativa del testo, la legge ha incontrato un’opposizione ai limiti dell’ostilità fin dalla sua prima comparsa alla Camera, a ottobre 2009. Da allora sono passati anni e la situazione non si è ancora sbloccata.

Tutto questo mentre tre Stati del Nord America, nel bel mezzo dell’esito elettorale statunitense, hanno detto sì, tramite referendum al matrimonio omosessuale, in Spagna la corte costituzionale ha approvato la costituzionalità dei matrimoni gay e la Francia ha completato per il Parlamento la sua nuova legge in materia di matrimonio omosessuali. Nella nostra nazione non si riesce invece ad approvare una legge che introduca l’aggravante di omofobia nei reati penali, figuriamoci il riconoscimento delle coppie di fatto.

Eppure il Parlamento Europeo: «ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni (Art 8)», ed inoltre: «condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli (art 10)».

Una società aperta, più inclusiva e sicura non può prescindere dalla piena affermazione dei diritti umani di tutte le persone.