Un Consiglio comunale “aperto per approfondire le tematiche di natura economica del territorio e per individuare percorsi condivisi. Una pluralità di attori si è confrontata questa mattina (12 febbraio) su questo tema, affrontando le questioni da diversi punti di vista, nella convinzione che la politica non possa demandare la loro risoluzione alle sole regole del mercato.
“Crediamo che il contesto che si è venuto a creare dopo la nomina del Commissario straordinario Lucchini consenta a questo punto un dibattito corretto e appropriato - ha detto il sindaco nella sua introduzione - anche se questo continuerà nelle prossime settimane”.
Sono intervenute le aziende siderurgiche del territorio (il Commissario straordinario Piero Nardi per Lucchini, l’amministratore delegato di Arcelor Mittal di Piombino Leandro Nannipieri, Gabriele Pezzolla direttore dello stabilimento Tenaris Dalmine di Piombino ), le organizzazioni sindacali con Luciano Gabrielli della Fiom, le associazioni di categoria con Diego Nocenti Cna, il presidente della provincia Giorgio Kutufà, l’assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, il sindaco di Campiglia M.ma e un consigliere del comune di Follonica. In aula anche i professori Nicola Bellini e Alberto Pirni della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, in qualità di uditori per lo studio sulle prospettive strategiche del territorio che stanno portando avanti.
Il primo a intervenire è stato Piero Nardi commissario straordinario della Lucchini, il quale ha evidenziato immediatamente la necessità di una sinergia tra tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali, a livello non solo locale ma anche nazionale ed europeo, per uscire dalla crisi. “E’ una crisi che va al di là della possibilità di soluzione delle aziende lasciate a se stesse. Da sole queste non ce la possono fare - ha detto Nardi - Qualche segnale positivo di ripresa del mercato c’è, ma perché questo si trasformi in una tendenza positiva ci vuole tempo. La nostra scommessa è il tempo. Il commissario straordinario ha la responsabilità di mantenere in vita e di ristrutturare l’azienda durante il suo mandato, nel bilanciamento di questi due interessi. Con questi obiettivi abbiamo ripreso l’attività produttiva in quanto l’azienda ha valore se produce e vende sul mercato.”
“Stiamo quindi viaggiando un po’ a vista - ha concluso Nardi - affinché si arrivi all’insediamento di un nuovo governo che possa individuare un nuovo soggetto siderurgico capace di acquisire Piombino e capace di cogliere le sinergie con lo stabilimento Lucchini. Piombino non può essere acquistato da un fondo, ma da un industriale. Anche per l’individuazione di questo soggetto c’è bisogno di tempo. Quindi nel frattempo il nostro compito è quello di tenere in vita l’azienda”.
Leandro Nannipieri di Arcelor Mittal ha ricostruito le vicende degli ultimi anni dello stabilimento Arcelor Mittal, citando le misure messe in campo e i contratti di solidarietà per 220 dipendenti. In termini di prospettive, ha messo in luce dei segnali positivi per i prodotto zincati che potrebbero far pensare a una nuova profittabilità e che potrebbero consentire di attivare la seconda linea di zincatura. Sull’aspetto della solidarietà ha evidenziato l’estrema responsabilità di tutto il personale.
I temi sono poi stati ripresi nell’intervento conclusivo del sindaco Anselmi che ha invocato un approccio fattivo e serio da parte del governo sulle questioni territoriali: “La nomina del commissario straordinario rappresenta certamente un salto di qualità, in quanto uomo nominato dal ministero dello sviluppo economico e non un advisor - ha detto Anselmi - Gli obiettivi che dobbiamo porci, da ora in avanti e in accordo con il nuovo governo, sono la realizzazione di un piano dell’Autorità Portuale in vista dell’arrivo della Concordia, con le opere necessarie per accrescere la competitività del porto, e la realizzazione, almeno in questa prima fase, del 1° lotto della 398. 150 milioni di investimento che potrebbero far partire molte cose. Non ci sembra di chiedere troppo da parte di un territorio che chiede da anni. Il governo ha fatto firmare molti accordi ed è necessario essere conseguenti con questi.”
Anselmi ha concluso citando poi sul tema del mantenimento del ciclo integrale: “Dobbiamo capire se l’altoforno viene considerato come un impianto siderurgico o come un’infrastruttura per la produzione. Nel secondo caso, sarebbe importante comprendere se verrà assorbito da Taranto o se rimarrà a Piombino. Teniamo però presente che i Paesi che hanno terziarizzato di più in Europa, come l’Inghilterra, la Francia, la Germania, hanno mantenuto almeno una o più aree a caldo al loro interno. C’è da chiedersi per quale ragione questo Paese dovrebbe sfilarsi da questo. Serve un governo che si pronunci in modo chiaro e competente.”