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 25-Marzo-13

Codice Rosa, un percorso per uscire fuori dal silenzio. Presentazione del progetto al Centro Giovani martedì 26 marzo ore 15

Un nuovo codice per assistere negli ospedali le vittime di violenza.

Martedì 26 marzo alle 15 all’auditorium del Centro Giovani si presenta il progetto “Codice rosa”, uno spazio per donne abusate ma non solo donne, anche anziani, bambini, extracomunitari, omosessuali avviato per la prima volta dalla Asl di Grosseto nel 2010. All’iniziativa intervengono la coordinatrice del progetto per l’Asl6 di Livorno, Rosa Maranto, Paolo Tamberi responsabile del Pronto Soccorso di Piombino, la responsabile di zona Donatella Pagliacci, Eliana Ghini, responsabile del Centro Antiviolenza di Piombino, Roberta Beccari, responsabile assistenza sociale Val di Cornia, Maria Rocchi, referente per la Val di Cornia nel coordinamento aziendale “Codice Rosa”, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Guardia costiera, comando dei vigili urbani), l’assessore Anna Tempestini e Maria Grazia Braschi presidente della Commissione Pari Opportunità di Piombino.

Il Codice Rosa è infatti un percorso di accoglienza al Pronto Soccorso dedicato alle persone che possono trovarsi in una situazione di debolezza e di vulnerabilità e i cui segni di violenza subita non sempre risultano evidenti.

A questo codice è dedicata una stanza apposita nel pronto soccorso e, non appena questo scatta, entra in funzione una compagine composta da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e forze dell'ordine. L'intervento congiunto di questa task force permette di prestare immediate cure e sostegno psicologico a chi subisce violenza, nel rispetto della riservatezza.

Questa attività congiunta avviene nella più ampia tutela della privacy e dei "tempi dei silenzi" delle vittime e nel rispetto della loro scelta sul tipo di percorso da seguire dopo le prime cure. Il compito principale del gruppo è l'assistenza socio-sanitaria e giudiziaria alle vittime di violenza, con un'attenzione particolare a far emergere tutti quegli episodi in cui le vittime difficilmente raccontano di essere oggetto di violenza da parte di terzi: una reticenza dovuta spesso alla paura di ritorsioni.

“Il tema della violenza è purtroppo un tema molto attuale - afferma l’assessore alle politiche sociale Anna Tempestini - Grazie all’impegno e alla sinergia tra istituzioni, associazioni e forze dell’ordine episodi di questo tipo emergono sempre di più e questo è molto importante, per far crescere la consapevolezza e sensibilizzare il più possibile. È l'effetto domino, quello che spinge le vittime ad uscire dall'ombra e a sporgere denuncia, seguendo chi lo ha fatto prima di loro ed è riuscito a porre fine alla spirale di violenza”.

I numeri di denunce e di messa in opera del "codice rosa" parlano chiaro: nelle aziende sanitarie che hanno avviato la sperimentazione, Grosseto, Prato, Lucca, Arezzo e Viareggio, sono stati 682 i casi di molestie, stalking o maltrattamenti affrontati con questo progetto nel primo semestre del 2012.