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 23-Ottobre-13

Cittadinanza onoraria ai figli degli stranieri nati in Italia

“Ius soli” simbolico per mandare un segnale al governo e per cambiare davvero le regole per diventare italiani. Anche Piombino darà la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati nati in Italia, con una cerimonia pubblica al teatro Metropolitan la mattina di venerdì 25 ottobre alle 9,30.

Invitati a partecipare 84 bambini e ragazzi, studenti delle scuole elementari medie e superiori, che in questa occasione riceveranno dal sindaco e dall’assessore all’Istruzione Anna Tempestini un attestato di cittadinanza prima che compiano 18 anni, l’età nella quale attualmente possono richiedere il passaporto italiano.

In questa occasione saranno pubblicati alcuni spezzoni del film documentario “Ius soli”, patrocinato dal ministero degli Affari Esteri, Premio AMM-Mutti 2012, finalista del Premio di giornalismo Ilaria Alpi 2012, diretto e prodotto nel 2012 dal regista italo-ghanese Fred Kuwornu. Interverrà anche il presidente della Consulta degli stranieri Diop Djby.

Per ragioni organizzative il Comune ha preferito invitare alla cerimonia i ragazzi dai 6 ai 18 anni, i bambini nella fascia di età 0-6 anni riceveranno l’attestato direttamente a casa.

Un pezzo di carta che non ha valore legale, ma possiede un alto valore simbolico stabilendo che tutti i bambini sono cittadini, a prescindere dalla provenienza. Ragazzi che nascono nei nostri ospedali e vivono nelle nostre città.

Un segnale forte che riprende le recenti parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano favorevole all'estensione della cittadinanza ai bambini figli dell'immigrazione. Secondo l'ultimo rapporto della Caritas sono 868mila, dei quali 756mila iscritti nelle nostre scuole. Quasi la metà (44,2%) è nato in Italia e dunque non ha mai conosciuto il Paese dei genitori.

E ogni anno aumentano il loro numero: nel 2011 79mila neonati avevano un'origine straniera. Eppure secondo la legge del 1991 – varata quando non era ancora esploso il fenomeno migratorio – questi ragazzi che parlano perfettamente l'italiano e si sentono italiani rimangono stranieri fino ai 18 anni, e spesso anche oltre.