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 25-Marzo-14

Neri Marcoré e Banda Osiris ricordano i Beatles

Dopo cinquant'anni e milioni di ascolti, si può ancora dire qualcosa sui Beatles? Sì, se a dirlo ma soprattutto a suonarlo e cantarlo sono la Banda Osiris e Neri Marcorè. Nello spettacolo «Beatles submarine», in scena mercoledì 26 marzo alle 21 al Metropolitan di Piombino come ultimo spettacolo della stagione teatrale piombinese, la banda e l'attore mettono in scena il mondo dei Fab Four inseguendo il filo delle suggestioni letterarie contenute e spesso nascoste nei loro testi.

Una miscela di scenografia immaginifica dove scorrono quadri da bestiario medievale da cui nascono i neri scarafaggi o volti spiati dall'oblò del sottomarino giallo, o ancora dove appaiono visioni che richiamano Esher, uniti dall'esecuzione dal vivo delle più belle canzoni del quartetto di Liverpool, ma anche da alcuni monologhi recitati da Marcorè.

In un'ora e venti di spettacolo, concentrato in un atto unico, la scena è dominata dalle canzoni che hanno fatto epoca, qui declinate per raccontare la storia del gruppo, dagli inizi in cui tutti dicevano loro di smetterla con le chitarre ormai fuori moda, all'affermazione mondiale solo un anno dopo, al monologo di Chapman, l'uomo che uccise John Lennon: L'Odissea dei Beatles nel mondo delle note è un'immersione fatta col sottomarino dei testi delle canzoni.

Neri Marcorè si conferma quell'artista poliedrico da gran varietà che diventa ogni giorno articolo sempre più raro. E qui trova nell'esperienza della Banda Osiris, instancabile nel cambiare giacche e strumenti, l'ottava nota.

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