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 19-Gennaio-15

I giovedì di Baco al Castello

I giovedì di Baco al Castello

La collaborazione tra “B.A.Co. – Archivio Vittorio Giorgini”, Parchi Val di Cornia SpA e Comune di Piombino, sancita da un protocollo di intesa che vede le tre istituzioni operare in sinergia nell’ambito delle attività legate alla valorizzazione delle risorse culturali del territorio, prosegue anche nel 2015 aprendo la stagione con una manifestazione che, dal 22 gennaio al 14 marzo, vede coinvolto come sede degli eventi il Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali di Piombino.

Si tratta di “I giovedì di BACO nel Castello”, in prosecuzione ideale con i giovedì culturali estivi che l’associazione ha svolto al Parco archeologico di Baratti e Populonia nella prima edizione della manifestazione “Baratti Pavilllon”. Otto appuntamenti tra gennaio e marzo, dove conferenze, seminari formativi, presentazione di workshop fotografici e di libri, si alterneranno in mezzo ad un ciclo di 4 proiezioni cinematografiche a tema.

L’intento è quello di coinvolgere e rendere il museo del Castello, anche nei mesi invernali, uno spazio di apprendimento continuo, fluido, come alleanza tra forme di conoscenze e istituzioni deputate alla produzione e diffusione del sapere, non più distinte fra loro, ma interagenti, estese sul territorio ma fra loro connesse, ospitando identità molteplici di produzione e riflessione culturale. Un luogo che sperimenta, che accoglie, oltre alle opere in esposizione, pluralità di proposte come già sta facendo con le iniziative organizzate con altre associazioni e istituzioni.

L’interdisciplinarietà dei temi non è casuale, l’architettura e l’arte contemporanea, nelle sue numerose forme (come cinema e fotografia), può offrire una varietà di approcci, saperi, conoscenze, una pluralità di strumenti in grado di rinnovare la missione sociale dell’istituzione museo, ricaricare la sua relazione con i diversi pubblici e dotare i suoi utenti, e se stesso, di un più responsabile approccio alla complessità contemporanea, attirando un pubblico sempre maggiore e differenziato e coinvolgendolo in nuove esperienze di visita.

Il cinema è presente in questo ciclo di eventi proprio per il suo rapporto con l’architettura. Le scenografie architettoniche di molti film non hanno una funzione meramente passiva di contestualizzazione, ma si rivolgono con un ruolo attivo allo spettatore. Sono elementi della narrazione che agiscono anche sul piano simbolico. Abbiamo quindi selezionato un breve ciclo di proiezioni (22 gennaio, 5 e 19 febbraio, 5 marzo) che riguarda il genere fantascientifico, dove lo scopo è analizzare e mostrare quanto il ruolo dell’architettura sia preponderante in questi film, oltre a porre l’attenzione dello spettatore sul rapporto tra le arti ed il cinema.

I lungometraggi che verranno proiettati sono: “Brazil” di Terry Gilliam, (1985), “Tron Legacy“ di Joseph Kosinksi (2010) e “Fahrenheit 451” di Francois Truffaut (1966) perché costituiscono con le loro visionarie scenografie esempi di costruzioni di quattro diverse ipotetiche Babele del futuro. Un sentito omaggio invece concluderà il ciclo con “Solaris” di Tarkovskij (1972), pietra miliare del genere fantascientifico dove l’arte ha una funzione di rivelazione in contrasto con la conoscenza oggettiva.
Per ogni film è previsto un contributo di €. 3,00 mentre la tessera per l’intero ciclo di 4 film ha un costo di €. 10,00. I contributi raccolti serviranno per finanziare questa e altre attività di Baco.

Una conferenza sarà dedicata alle nuove tecnologie al servizio dei beni culturali (12 febbraio), con la presentazione di alcuni casi innovativi in cui le nuove tecnologie ricoprono un ruolo strategico nella conservazione e promozione delle emergenze storico-artistiche di territori e città e nell’incremento di nuove esperienze di visita all’interno di musei e aree archeologiche.

Una parte didattica è riservata ad un seminario aperto al pubblico (26 febbraio), ma che darà modo di avere crediti formativi per gli architetti, relativo alle costruzioni in bamboo e alle case di paglia finalizzato alla conoscenza di due materiali e sistemi di costruzione sostenibili utilizzabili ormai in una miriade di campi disparati.

Il 12 marzo sarà invece presentato il lavoro del workshop fotografico che ha visto impegnato a giugno 2014, in una full immersion di 7 giorni a Baratti, il collettivo SYNAP(SEE) nell’intento di restituire una visione non convenzionale del golfo etrusco e del suo territorio.

Chiuderà il ciclo degli eventi la presentazione dell’ultimo libro di Salvatore Settis, “Se Venezia muore”, dove l’autore offrirà “una riflessione alta sul senso politico dell’abitare raccontando l’originalità e l’unicità di centri urbani (da Venezia a l’Aquila, a Matera e oltre) che rappresentano una sfida creativa ai limiti imposti dalla natura”.