Archivio notizie

 09-Agosto-16

Il dramma delle morti sul lavoro 60 anni dopo Marcinelle

Il dramma delle morti sul lavoro 60 anni dopo Marcinelle

In occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle in Belgio, il sindaco Massimo Giuliani ricorda quel terribile evento nel quale persero la vita 136 italiani.

“La città di Piombino esprime la sua adesione alla Giornata del sacrificio del lavoro nel mondo, istituita dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel rispetto dei lavori affermati all'art. 1 della Costituzione. Questa commemorazione, che si celebra oggi 8 agosto con commemorazioni organizzate e spontanee in tutto il paese, è un invito alla memoria collettiva per una delle tragedie che ha colpito i nostri connazionali e non solo.

Era il 1956 quando a Marcinelle, nella miniera di carbone belga Bois di Crazier nel distretto di Charleroi in Belgio, morirono 262 minatori di 12 nazionalità diverse, tra cui 136 italiani.

La loro morte fu una tragedia annunciata e al contempo una grande sconfitta europea, per la quale non fu mai fatta davvero giustizia. Quel carbone che veniva estratto serviva a risollevare le sorti di tutta l'Europa del dopoguerra.

Sono quindi molti gli aspetti storici e attuali sui quali questa giornata ci invita seriamente a riflettere: il dramma dell'emigrazione, le incertezze che ancora gravano sull'occupazione e sul destino di una generazione di giovani italiani, la mancanza di sicurezza e due diritti fondamentali di cui soffrono molti lavoratori nel mondo e anche nel nostro paese.

Piombino non può che sentirsi particolarmente partecipe di questa iniziativa, per le tanti morti bianche che hanno colpito la nostra comunità e che sono ricordate nel piazzale denominato Largo Caduti sul Lavoro.

L'amministrazione si unisce perciò al ricordo dei nostri connazionali caduti sul lavoro, in patria e all'estero, interpretando lo spirito di una ricorrenza che contribuisce alla riscoperta dei valori storici, sociali e culturali che hanno caratterizzato nel secolo scorso i processi di emigrazione di massa dall'Italia verso altri paesi. Una ricorrenza che oggi chiama le istituzioni e le organizzazioni civili e i sindacati, l'imprenditoria e l'opinione pubblica a mettere al centro delle politiche, dei programmi e di ogni attività la persona e la dignità del lavoro, diritti fondamentali su cui si fonda la Repubblica.”