Rimandare l'adozione della Variante Aferpi posticipandola all'incontro al Mise per avere qualche certezza in più sulla realizzazione del piano industriale. E' quanto hanno chiesto i rappresentanti del “Comitato per”, Movimento 5 Stelle, “Un'altra Piombino” e “Forza Italia”, nell'incontro che si è tenuto martedì 25 ottobre al Perticale. Un incontro partecipato e animato, organizzato dal Comune per presentare la Variante alla cittadinanza prima di proporre l'adozione al consiglio comunale il prossimo 28 ottobre.
In estrema sintesi gli interventi contrari all'adozione dell'atto, hanno sostenuto l”'assurdità”di acconsentire all’occupazione di nuovo territorio al Quagliodromo, senza avere alcuna garanzia che il piano industriale si realizzerà veramente come previsto. Critiche anche per il tracciato della strada 398 che, per la sua vicinanza all'abitato del Cotone-Poggetto potrebbe creare problemi ambientali a chi vive in quel quartiere, già penalizzato in passato dalla vicinanza della fabbrica.
Tra le voci contrarie anche quella di un ex dirigente dell'area tecnica Lucchini, Leonardo Mezzacapo, che ha proposto soluzioni diverse per l'area del Quagliodromo che eviterebbero l'occupazione di altro suolo da parte dell'industria senza penalizzare la stessa dal punto di vista produttivo.
L’amministrazione comunale, pur prendendo atto delle critiche, ha però sostenuto la necessità di proseguire nel percorso intrapreso ritenuto importante anche per gli elementi di positività che contiene.
L’assessore all’urbanistica Carla Maestrini nel suo intervento ha infatti evidenziato gli elementi positivi introdotti con la Variante.
“La Variante ci dà la possibilità di ripensare lo skyline della città per una siderurgia più sostenibile ambientalmente, capace di dialogare con le altre attività produttive. Pensiamo alle possibilità che offre in termini di delocalizzazione degli impianti nella zona ad est, di conseguente liberazione dagli usi industriali delle aree contigue a Città futura che saranno riconvertite verso funzioni più leggere. Poi ci sono le aree legate alla logistica. Si tratta di una grande sfida culturale”.
Per quanto riguarda le garanzie ambientali, l'assessore Marco Chiarei ha evidenziato la necessità di riportare la discussione in una visione più ampia:
“Tutti gli scavi con terreno da riporto, se ci saranno, saranno trattati secondo le norme specifiche. Il decreto della Regione di non assoggettabilità contiene circa 32 prescrizioni che dovranno essere assolte da Aferpi. Tutta l’impiantistica che sarà realizzata sarà oggetto di autorizzazione ambientale integrata. Il bilancio ambientale va preso in considerazione nel suo insieme per fare una valutazione equilibrata. Importante inoltre la progressiva cessazione degli emungimenti idrici da parte della fabbrica, cosa che in passato aveva provocato seri problemi dal punto di vista idro-geologico”.
Infine anche il sindaco, in chiusura dell'incontro, ha voluto ricordare le opportunità che vengonno offerte dal nuovo piano:
“Con questa Variante abbiamo l’opportunità di allontanare l’area industriale dalla città, di liberare aree precedentemente occupate dagli impianti da destinare ad attività artigianali e commerciali, recuperare la strada litoranea del Quagliodromo, realizzare un’area a parco e una ciclabile che faccia da filtro tra il quartiere Cotone e la strada 398. Sono tutti elementi importanti che porteranno a un miglioramento dell’attuale situazione. L’art. 252 sulla reindustrializzazione del territorio, approvato dal governo nel 2014, (ce ne sono solo due approvati in Italia, il nostro e quello di Trieste) prevede il progetto integrato di reindustrializzazione e di bonifica industriale.
Riconosce l’interesse pubblico alla realizzazione di questo piano e proprio in virtù di questo pone una serie di condizioni all'azienda in caso di mancato assorbimento da parte di Aferpi del personale di Piombino in capo all'amministrazione straordinaria entro il 6 novembre, o in caso di mancato finanziamento del piano da parte di azionisti, banche, istituzioni finanziarie pubbliche e private.
Se dovesse essere accertato il default, cosa che non ci auguriamo, la procedura Lucchini dovrà attivare le garanzie previste dal contratto (escussione del pegno sulle azioni o clausola risolutiva del contratto) avviando un processo che comporterà comunque problematiche sociali e industriali di non facile soluzione. Per questo riteniamo importante andare avanti, anche per un senso di responsabilità e per non creare alibi a nessuno.”
Il 28 ottobre la delibera di adozione della variante sarà pertanto sottoposta al voto del consiglio comunale.