Archivio notizie

 12-Dicembre-16

Poggio all'Agnello: in Consiglio l'adozione della variante

Poggio all\'Agnello: in Consiglio l\'adozione della variante

Torna in consiglio la Variante al Piano Strutturale d’Area e al Regolamento urbanistico per il complesso ricettivo di Poggio all’Agnello, dopo la prima discussione avvenuta il 7 giugno scorso per l'avvio del procedimento. A sei mesi di distanza, dopo l'espletamento dell'iter burocratico e gli incontri con il quartiere e con le associazioni che si svolti nel mese di luglio, la Variante viene sottoposta nuovamente all'attenzione dei consiglieri per la sua adozione.

Sarà il secondo punto all'ordine del giorno e verrà introdotto dall'assessore all'urbanistica Carla Maestrini.
La struttura, recuperata e ristrutturata in anni recenti con un investimento di 45 milioni di euro da parte della società immobiliare Milanese 2006 srl, era destinata esclusivamente a funzioni ricettive.

Con questa variante l’amministrazione comunale propone un mutamento d’uso parziale a fini residenziale per una porzione corrispondente al 40% circa della slp complessiva della struttura, pari a 108 unità ricettive, come richiesto dal soggetto gestore.

La richiesta è fondata soprattutto su motivazioni di ordine economico (perdite gestionali notevoli dopo circa 5 anni di esercizio da parte della società) con una situazione finanziaria deficitaria a causa della quale la società ha proposto all’Amministrazione di mantenere attiva la struttura attraverso la trasformazione di una parte della R.T.A. in unità abitative da destinarsi alla vendita. L'obiettivo è quello di recuperare nuove risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione della gestione del complesso turistico e dei livelli occupazionali.

Attualmente la struttura, che nel 2011 ha sostenuto un intervento di riqualificazione e di valorizzazione significativo in un’area pregiata del territorio, dà lavoro a 62 lavoratori. L'amministrazione comunale introduce pertanto un elemento di di flessibilità nella gestione della Rta con la possibilità di un cambiamento parziale di destinazione urbanistica fino a un massimo del 40%, da realizzare gradualmente e solo in caso di effettiva necessità. In cambio, la società si impegna a mantenere la piena occupazione dell’azienda e a lasciare il 60% a destinazione turistica.

Oltre a questo e oltre agli oneri di urbanizzazione previsti, l’azienda dovrà versare al Comune anche il cosiddetto “contributo straordinario” previsto dalla legislazione vigente, e la realizzazione, a parziale scomputo del suddetto contributo straordinario, di una nuova viabilità di accesso alla struttura mediante intervento di adeguamento della viabilità poderale esistente.