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 10-Marzo-17

Vendita Sant'Antimo sopra i Canali. Per interventi necessario il parere della Soprintendenza Maestrini e Pellegrini rispondono all'interpellanza di Callaioli

Vendita Sant\'Antimo sopra i Canali. Per interventi necessario il parere della Soprintendenza  Maestrini  e Pellegrini rispondono all\'interpellanza di Callaioli


Vendita della chiesa duecentesca di Sant'Antimo sopra i Canali. L'assessore all'urbanistica Carla Maestrini e l'assessore alla cultura Paola Pellegrini rispondono all'interpellanza presentata dal capogruppo di Rifondazione comunista Fabrizio Callaioli con la quale il consigliere chiede delucidazioni sulla vendita e sulla destinazione degli spazi dell'antica chiesa In particolare, tra le altre cose, Callaioli chiede quali siano i vincoli architettonici e le condizioni di rispetto della struttura e dell'identità storica del bene; se esiste davvero la possibilità di trasformare la parte del matroneo in un'abitazione privata, le intenzioni dell'amministrazione comunale in merito alla possibilità di effettuare attività culturali all'interno dei locali destinati.

“Gli interventi sull'immobile – specifica l'assessore Maestrini nella sua replica – sono stati disciplinati dal Piano di recupero approvato con delibera di consiglio comunale nel 2001. Un piano sul quale non furono presentate osservazioni all'epoca e sul quale la Soprintendenza archeologica e quella per i Beni Artistici per il paesaggio e il patrimonio si espresse favorevolmente. Il Regolamento urbanistico vigente, approvato nel 2014, ha confermato le destinazioni funzionali del Piano di recupero in questione, nel frattempo decaduto”.
Questi strumenti urbanistici dunque stabiliscono che la chiesa di Sant'Antimo sopra i Canali possa essere destinata a una delle seguenti funzioni: edificio per il culto, biblioteca, sala conferenze-auditorium, galleria d'arte, centro culturale polivalente, sede bancaria di rappresentanza, uffici professionali, scuola di danza e ginnica, centro fitness, libreria, centro medico, farmacia, erboristeria, bar e ristorazione, antiquariato, sede di associazioni, centro informatico, centro di supporto ad attività marittime e portuali, show rooms e attività di interesse pubblico e collettivo escludendo pertanto la funzione residenziale.

Allo stesso tempo si stabilisce che il corpo di fabbrica addossato alla chiesa, il cosiddetto “matroneo” che è parte integrante della “Tarsinata” possa essere destinato a funzione residenziale, direzionale, turistica.
“Gli elaborati del piano di recupero relativi allo stato di fatto – afferma l'assessore – danno conto del profondo stato di alterazione e compromissione del complesso immobiliare, anche a seguito della riconversione della struttura in ospedale. Le norme del Piano prevedono dunque un recupero e un restauro filologico della navata centrale e la separazione fisica e volumetrica tra la parte della navata chiesa e quella del matroneo/tarsinata, a tutela della navata centrale e nello spirito proprio del recupero filologico.”

In ogni caso – spiega Maestrini – la presentazione di eventuali richieste di intervento dal punto di vista edilizio per la riconversione funzionale della chiesa o del matroneo è comunque condizionata all'acquisizione di una autorizzazione specifica da parte della Soprintendenza ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, trattandosi di un complesso edilizio soggetto a tutela.”

Per quanto riguarda invece le azioni messe in campo dall'amministrazione per l'acquisto della struttura, l'assessore alla cultura Paola Pellegrini spiega che nel corso degli anni l'amministrazione comunale ha tentato a più riprese di trovare un accordo con la proprietà per acquistare la chiesa.
“Non ultimo il tentativo fatto nell'estate del 2015 – afferma Pellegrini - quando però ormai la proprietà stava stringendo i tempi per la vendita per procedere con la liquidazione della società stessa. Purtroppo l'acquisto per noi è stato impossibile perché la cifra era inarrivabile, nonostante ci fossimo attivati in momenti anche diversi per il reperimento di finanziamenti pubblici, purtroppo non disponibili. Nel caso in cui comunque la vendita andasse a buon fine – non risulta infatti essere stata ancora conclusa – cercheremo di capire le possibilità di collaborazione con la nuova proprietà per l' utilizzo a fini culturali di questo bene storico.”