Sulla questione relativa allo spostamento del canile e in merito al recente articolo dell'avvocato Napoleoni sulla stampa, interviene l'amministrazione comunale per chiarire alcuni passaggi fondamentali della vicenda ed evidenziare la propria posizione.
“Ci sono diversi punti della ricostruzione fatta dall'avvocato Napoleoni che ci preme precisare, per il rispetto di una realtà il più possibile oggettiva – afferma la nota. In particolare, quando l'avvocato Napoleoni cita il mancato raggiungimento dell'accordo nella prima fase delle trattative intercorse alla fine di luglio del 2016, dimentica di specificare che l'accordo era condizionato da tutta una serie di clausole assolutamente inaccettabili e impraticabili per l'amministrazione comunale.
Nell'accordo infatti si poneva come limite ultimo per lo spostamento del canile il 31 dicembre 2017 ma si prevedeva che, in caso di inadempimento entro la data prevista, i signori Napoleoni -Salini avrebbero potuto eseguire, a spese del Comune, lo spostamento di tutti i cani presso altre strutture, pubbliche e private, a loro scelta. Una condizione che si poteva prefigurare come una vera e propria deportazione degli animali da parte del privato e che violava l'autonomia amministrativa del Comune.
Sempre in questa fase inoltre, era prevista una penale giornaliera di 500 euro in caso di inadempimento.
A fronte di queste condizioni, l'amministrazione decise di attendere la decisione del giudice e di non accettare l'accordo, considerate soprattutto, all'epoca, le molte incertezze esistenti sulla possibilità di realizzare il nuovo canile entro la data prevista, collegate alla disponibilità effettiva di bilancio.
La seconda proposta, presentata in una seconda fase, faceva slittare la chiusura del canile al 30 maggio 2018, ponendo però un'ulteriore condizione inaccettabile, e cioè lo spostamento di 30 cani nel periodo estivo, dal 15 maggio al 15 settembre 2017, creando pertanto una situazione altrettanto irrealizzabile.
Il Comune quindi non si è mai opposto alla costruzione di un nuovo canile, che è sempre stato nei suoi programmi, ma semmai allo spostamento transitorio dei cani.
Quanto all'esercizio del diritto a proporre reclamo davanti al Tribunale contro il primo provvedimento del giudice, l'avvocato Napoleoni volutamente dimentica che l'esercizio di difesa è garantito dalla Costituzione e l'esercizio di un diritto non si può qualificare abuso.
L'affermazione di un cattivo uso delle finanze pubbliche è pertanto strumentale, tesa solo a screditare gli amministratori.
Intanto nel consiglio comunale di giovedì scorso è stato approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo canile, il cui cronoprogramma prevede l'ultimazione dei lavori alla fine di novembre. Già a gennaio avevamo depositato nel dibattimento il cronoprogramma che prevedeva la realizzazione del canile entro il 31 dicembre. Nell'ultima udienza ci siamo presentati con una proposta che prevedeva un'ulteriore riduzione dei tempi, trovando però l'assoluta indisponibilità da parte della controparte. Perché non è stato accettato questo rinnovato impegno?
“In merito a quanto emerso invece nella discussione consiliare circa la mancata richiesta di sospensiva da parte del Comune nei confronti del primo provvedimento, è bene precisare che si è trattata di una scelta strategica, sia perché comunque erano in corso le trattative, sia perché la richiesta della sospensiva l'avremmo opportunamente avanzata nel momento in cui la controparte avesse richiesto l'esecuzione del provvedimento.
E' bene che tutti sappiano che un eventuale mancato accoglimento della sospensiva, se presentata prima della richiesta di esecuzione da parte della controparte, avrebbe determinato l'anticipazione dello spostamento dei cani addirittura a gennaio 2017.