Si è svolto, con molta partecipazione da parte delle scuole superiori, venerdì 30 novembre al Centro Giovani il convegno “La grande guerra tra realtà, memoria e uso pubblico della storia.” organizzato da Istoreco Livorno e dal Comune di Piombino, archivio storico della città.
Un’occasione di approfondimento con storici e docenti delle università italiane, che ha preso in considerazione aspetti significativi della società e della cultura del tempo, sia a livello nazionale che locale, proponendosi di offrire strumenti di analisi per ricostruire la storia di quel periodo complesso insieme all’eredità lasciata dalla grande guerra, tra mito e realtà.
“Quella della grande guerra è un’eredità importante per capire la realtà di oggi – ha detto l’assessore alla cultura Paola Pellegrini nel suo saluto – una sorta di spartiacque, per i grandi cambiamenti che ne sono derivati. Il convegno di oggi affronta questi temi con un programma fuori dalle liturgie con uno sguardo ricco e ampio su tanti aspetti della società e dell’economia di quei tempi.”
Molti i temi affrontati durante la giornata, dai grandi cambiamenti finanziari e monetari che hanno cambiato gli equilibri a livello planetario, con il prof. Gian Carlo Falco dell’università di Pisa, alle caratteristiche dei movimenti anti interventisti in Toscana e soprattutto nella province di Livorno e Pisa, tratteggiate da Marco Manfredi di Istoreco, alla relazione di Barbara Bracco dell’Università di Milano Bicocca sui “corpi di guerra”, relativa al modo in cui venivano rappresentati i soldati, anche corpi mutilati e feriti, nell’iconografia ufficiale.
A chiudere la sessione della mattina Diego Leoni, del laboratorio di Storia di Rovereto che ha parlato della guerra di montagna, la cosiddetta guerra verticale con approfondimenti e proiezioni suggestive dell’epoca.
Nel pomeriggio sono intervenuti Carlo Stiaccini dell’Università di Genova con una relazione sull’importanza delle cosiddette “scritture di guerra”, epistolari e lettere di soldati dal fronte, come fonti storiche fondamentali; Matteo Caponi dell’università di Firenze ha invece fatto un’analisi del modo in cui la Chiesa ha raffigurato la memoria della Grande Guerra durante il Fascismo attraverso le cappelle, i monumenti, le lapidi dedicate ai caduti delle province di Pisa e Livorno.
Infine Catia Sonetti, direttrice di Istoreco, ha presentato spunti di ricerca e di approfondimento sugli elenchi dei caduti a Livorno e a Pisa.